Efedra nebrodense (Ephedra major Host o Ephedra nebro¬densis Tineo) è un piccolo arbusto, dall'aspetto ginestroide, presente in Italia solo in poco più di 20 stazioni, di cui 4 si¬tuate in Umbria, tra Roccaporena e la Valle del Nera. È specie endemica - relitta dell'Era Terziaria - che vive sul¬le pareti calcaree delle gole rupestri. I rami più vecchi, le¬gnosi e desquamanti, sono roseo-brunicci, mentre quelli più giovani, molto articolati sono di colore verde-opaco. In corrispondenza delle articolazioni, attorno ai nodi appena visibili, sono le foglie ridotte a squame e di colore pallido¬chiaro, mentre evidenti appaiono le infruttescenze mature, di colore rosso-corallo vivo.

Il territorio che costituisce la Comunità Montana Valnerina, com¬prende quindici Comuni: Arrone, Cascia, Cerreto di Spoleto, Fe¬rentillo, Montefranco, Monteleone di Spoleto, Norcia, Poggiodomo, Polino, Preci, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano,Stron¬cone e Vallo di Nera.
La maggior parte dei suddetti comuni appartengono al territorio denominato “Valnerina” che si estende sul lato meridionale della Regione Umbria a confine con la Regione Marche fino alla confluenza nella parte pianeggiante denominata Conca Ternana; il comune di Stroncone si colloca nella parte collinare e montuosa che fa da bordo ad una parte della Conca Ternana.
Per quanto riguarda il limitrofo Comune di Terni, si deve osservare che questo, pur non appar¬tenendo territorialmente alla Comunità Monta¬na, a seguito delle recenti modifiche apportate alla normativa sulle zone montane tuttavia geograficamente si inserisce nel tratto di Valnerina che interessa la Comunità stessa, che peraltro sulla base di convenzioni interviene anche nella zona montana del comune di Terni.
Dal lato morfologico il territorio abbraccia la zona più montuosa della regione, dominata dal complesso dei Monti Sibillini, ed è caratterizzato da corsi d'acqua principali che sono il
Fiume Nera che, insieme ai suoi affluenti Corno, Sordo e Vigi fanno parte del bacino idrografico del Fiume Tevere.

Le cime montuose confluiscono in una serie di vallate attraversate da fiumi e torrenti che incidono i fianchi delle montagne determinando il tipico profilo a "V", in sezione trasversale, e cioè con i ver¬santi collinari e montani ben distinti tra loro, molto acclivi e fortemente incisi dalle acque meteoriche.
Un ambiente suggestivo connotato da alte e scoscese pareti montuose alternate a piccole vallate che racchiudono città e centri storici che ancora mantengono il loro spirito originario.
La struttura geologica plicativa dell' Appennino Umbro-Marchigiano, incisa dalla Valnerina e dalle strette ed aspre valli laterali, mostra tutta la serie di rocce carbonatiche, di origine marina (Mesozoiche e Cenozoiche), che portano nomi che danno l'immagi¬ne ed i colori della natura antica e ancora intatta dei luoghi: Calcare massiccio, Calcare rupestre, Scaglia rossa, Scaglia bianca e il Rosso ammonitico.
Queste imponenti masse rocciose sono i serbatoi naturali del¬le acque sotterranee che fuoriescono nel fondovalle a formare splendide e ricche sorgenti a Terria, Macena¬no, Monterivoso-Castellone, Arrone. Il soprassuolo, favorito dal clima di tipo submediterraneo, si presenta ricco di vegetazione ed è costituito prevalentemente da boschi di Leccio, Pino d'Alep¬po, Carpino nero e Orniello (Orno-Ostrieto), Rove¬rella, Cerro, Faggio, Salici e Ontano e da estese for¬mazioni erbacee (pascoli e prati-pascoli caratterizzati generalmente da più specie di graminacee).
Nelle parti pedemontane e meno aspre dei versanti, appena sopra il fondovalle e nelle zone collinari della parte più a sud il so¬prassuolo è dominato dall'Olivo, che, oltre a costitui¬re primaria risorsa economica e patrimonio indelebile del paesaggio colturale-antropico della Valle, è anche perfettamente integrato con la vegetazione arborea spontanea circostante.
La Valnerina si chiude fisicamente alla confluenza nel Nera del Fiume Velino che, con un salto di circa 160 m, forma la famosa Cascata delle Marmore. Il Fiume Velino, proveniente dai Monti Reatini (Lazio), a causa della particolare composizione delle sue acque (ricche di bicarbonato di calcio) andava de¬positando, nel corso di tempi geologici piuttosto re¬centi, sedimenti carbonatici (travertini) che hanno rialzato e parzialmente sbarrato la sua Valle con l'impaludamento della retrostante pianura di Rieti e la creazione del Lago di Piediluco.

I Romani (271 a.C.) procedendo alla bonifica della pianura reatina crearono il taglio delle Marmore, in¬canalando le acque nella Cascata. Al di là della storia, resta il fatto che l'ambito della Cascata, sino al Lago di Piediluco, costituisce un an¬golo di territorio umbro in cui si fondono mirabil¬mente quelle che sono le caratteristiche naturali della Valnerina e cioè l'abbondanza delle acque, lo spetta¬colo da esse creato, la suggestione delle rocce e delle grotte e la rigogliosità della vegetazione.

Sul versante sinistro della pianura (a sud), si ha la struttura montuosa, di Stroncone che contorna una parte della Conca Ternana dove prosegue il percorso del Fiume Nera fino alla confluenza nel Fiume Tevere.
Nel territorio della Comunità Montana si trova anche il Parco Fluviale del Nera, area regionale protetta EUAP0237 (Umbria – Italy) le cui funzioni sono assegnate sempre a questo Ente: http://www.parcodelnera.it/





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