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DIRETTAMENTE DALLA TERRA
La Valnerina, ricca di boschi e pascoli è anche ricca di frutti
selvatici.
Accanto al tartufo, re di questi prodotti, molti altri frutti hanno da
sempre allietato le tavole imbandite. Nei boschi e lungo i sentieri si
trovano fragole, more e larnponi per fare deliziose marmellate; in primavera,
chi non assaggia con piacere la frittata o il risotto agli asparagi selvatici
o ai «lupari» e quanta gente si perde fra i pascoli ed i boschi
alla ricerca del delicato «turino» o del più saporito
«porcino»? Questi prodotti, un tempo necessari alla sopravvivenza
degli abitanti, sono ora diventati risorsa economica dando origine ad
aziende di produzione e trasformazione dei prodotti come funghi, frutti
di bosco, ma soprattutto di lavorazione e commercializzazione del tartufo. |
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DIRETTAMENTE DALL'ACQUA
Come il tartufo è l'esempio dei frutti spontanei della terra, così
la trota è la regina del fiume Nera e dei suoi affluenti. Pesce
tipico delle acque limpide, la trota Fario con i suoi colori attira ogni
anno migliaia di pescatori che l'attendono con pazienza negli angoli più
nascosti e misteriosi del fiume. Fino a qualche anno fa c'era anche un
re a far compagnia alla trota: il gambero di fiume, che ora si intravede
solo in qualche piccolo rio dall'acqua completamente incontaminata.
Ecco spiegata allora l'arte di cucinare il pesce nei ristoranti della
Valnerina dove si trovano molte specialità a base di trota e gambero
tra cui la trota al tartufo. Le numerose sorgenti hanno favorito lo sviluppo
di allevamenti di trote ed inoltre l'acqua pura di alcune di esse viene
utilizzata e venduta come acqua minerale. |
IL TARTUFO, UN PRODOTTO SPECIALE
Il tartufo è un fungo sotterraneo che vive in simbiosi con piante
legnose: vari tipi di querce, carpini, noccioli e pioppi. Il corpo vegetativo
si unisce fisicamente alle piccole radici delle piante. In determinate
situazioni si sviluppa il frutto ambito, un tubero che cresce a profondità
diverse, di forma globosa, dalle dimensioni che variano fra 1 e 10 centimetri
e una colorazione che va dal bianco crema al nero. In realtà, il
tartufo è molto più di un semplice fungo, non solo perché
è entrato di prepotenza tra gli alimenti di spicco dell'alta gastronomia,
con il suo odore stuzzicante ed il suo gusto forte e delicato allo stesso
tempo, ma anche perché il lato un po' misterioso della sua crescita
e della sua ricerca ha suscitato fin dai tempi dei greci e dei romani,
l'interesse di filosofi e scienziati.
In Valnerina si trova il re dei tartufi neri, il «Tuber Melanosporum»
detto «Tartufo nero pregiato di Norcia», accompagnato da suoi
degni vassalli, il «Tuber Aestivum» e il «Tuber Brumale».
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