Finalità

La Comunità Valnerina viene istituita dalla Regione dell’Umbria (decreto del Presidente della Giunta Regionale 11 dicembre 2008 n. 146) e comprende quindici comuni: Arrone, Cascia, Cerreto di Spoleto, Fe¬rentillo, Montefranco, Monteleone di Spoleto, Norcia, Poggiodomo, Polino, Preci, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano,Stron¬cone e Vallo di Nera.
Il comune di Terni in quanto capoluogo di provincia, sulla base del nuovo T.U. è escluso dalla Comunità Montana, tuttavia il suo territorio montano beneficia degli stessi interventi per le zone montane.
La Comunità Montana giuridicamente è un Ente locale costituito tra i sopraelencati Comuni, i territori dei comuni membri hanno caratteristiche montane o parzialmente montane.
Le Comunità Montane sono costituite al fine di valorizzare le zone montane tramite l'esercizio delle proprie funzioni, di quelle delegate e mediante l'esercizio associato delle funzioni comunali.
La Comunità Montana può svolgere il proprio ruolo di Ente locale a livello intercomunale mediante il quale i Comuni montani membri, soprattutto se di piccole dimensioni, possono razionalizzare e ottimizzare i servizi da rendere alle popolazioni residenti.
Le Comunità Montane fin dalla loro istituzione con legge n.1102/71 perseguono l’obiettivo primario di eliminare gli squilibri di natura sociale ed economica tra le zone montane ed il resto del territorio nazionale;
partecipano inoltre alla difesa del suolo ed alla protezione della natura attraverso:
a) il miglioramento delle condizioni di abitabilità e la riduzione delle situazioni di disagio derivanti dall’ambiente montano mediante l'esecuzione di opere pubbliche e di bonifica montana, per dotare i territori interessati di infrastrutture e di servizi;
b) la promozione di un adeguato sviluppo economico integrato mediante il sostegno delle iniziative economiche volte alla valorizzazione di tutte le risorse del territorio ed il miglioramento dei servizi;
c) la salvaguardia e la valorizzazione dell'ambiente.
Per la realizzazione degli obiettivi sopraelencati vengono proposti piani quinquennali di sviluppo socio-economico.

 

Funzioni

Alla Comunità Montana competono le funzioni attribuite dalla legge e gli interventi speciali per la montagna stabiliti dalla Unione europea o dalle leggi statali e regionali.
Tra le funzioni più significative si possono elencare:
a) forestazione e sistemazione idraulico-forestale del territorio
b) assetto idrogeologico del territorio c)agricoltura collinare e montana
e) verde pubblico
f) salvaguardia dei beni naturali e del paesaggio rurale e montano
g) gestione di funzioni amministrative delegate
h) esercizio di funzioni e servizi comunali in convenzione
i) promuovere lo sviluppo delle imprese agricole e forestali
Si riporta Il Testo Unico sugli Enti Locali - D.Lgs. n. 267/2000 - Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 settembre 2000, n. 227, SO per la parte riguardante le Comunità Montane:
Articolo 27 - Natura e ruolo
1. Sono unioni di comuni, enti locali costituiti fra comuni montani e parzialmente montani, anche appartenenti a province diverse, per la valorizzazione delle zone montane per l'esercizio di funzioni proprie, di funzioni conferite e per l'esercizio associato delle funzioni comunali.
2. La comunità montana ha un organo rappresentativo e un organo esecutivo composti da sindaci, assessori o consiglieri dei comuni partecipanti. il presidente può cumulare la carica con quella di sindaco di uno dei comuni della comunità. I rappresentanti dei comuni della comunità montana sono eletti dai consigli dei comuni partecipanti con il sistema del voto limitato garantendo la rappresentanza delle minoranze.
3. La Regione individua, concordandoli nelle sedi concertative di cui all'articolo 4, gli ambiti o le zone omogenee per la costituzione delle comunità montane, in modo da consentire gli interventi per la valorizzazione della montagna e l'esercizio associato delle funzioni comunali. La costituzione della comunità montana avviene con provvedimento del presidente della Giunta regionale.
4. La legge regionale disciplina le comunità montane stabilendo in particolare;
a) le modalità di approvazione dello statuto;
b) le procedure di concertazione;
c)la disciplina dei piani zonali e dei programmi annuali;
d) i criteri di ripartizione tra le comunità montane dei finanziamenti regionali e di quelli dell'Unione europea;
e) i rapporti con gli altri enti operanti nel territorio.
5. La legge regionale può escludere dalla comunità montana i comuni parzialmente montani nei quali la popolazione residente nel territorio montano sia inferiore al 15 per cento della popolazione complessiva, restando sempre esclusi i capoluoghi di provincia e i comuni con popolazione complessiva superiore a 40.000 abitanti. L'esclusione non priva i rispettivi territori montani dei benefici e degli interventi speciali per la montagna stabiliti dall'Unione europea e dalle leggi statali e regionali. La legge regionale può prevedere, altresì, per un più efficace esercizio delle funzioni e dei servizi svolti in forma associata, l'inclusione dei comuni confinanti, con popolazione non superiore a 20.000 abitanti, che siano parte integrante del sistema geografico e socio-conomico della comunità.
6. Al comune montano nato dalla fusione dei comuni il cui territorio coincide con quello di una comunità montana sono assegnate le funzioni e le risorse attribuite alla stessa in base a norme comunitarie, nazionali e regionali. Tale disciplina si applica anche nel caso in cui il comune sorto dalla fusione comprenda comuni non montani. Con la legge regionale istitutiva del nuovo comune si provvede allo scioglimento della comunità montana.
7. Ai fini della graduazione e differenziazione degli interventi di competenza delle regioni e delle comunità montane, le regioni, con propria legge, possono provvedere ad individuare nell'ambito territoriale delle singole comunità montane fasce altimetriche di territorio, tenendo conto dell'andamento orografico, del clima, della vegetazione, delle difficoltà nell'utilizzazione agricola del suolo, della fragilità ecologica, dei rischi ambientali e della realtà socio-economica.
8. Ove in luogo di una preesistente comunità montana vengano costituite più comunità montane, ai nuovi enti spettano nel complesso i trasferimenti erariali attribuiti all'ente originario, ripartiti in attuazione dei criteri stabiliti dall’articolo 36 del D.Lgs. n. 504 del 30.12.1992 e successive modificazioni.
Articolo 28 - Funzioni.
1. L'esercizio associato di funzioni proprie dei comuni o a questi conferite dalla Regione spetta alle comunità montane. Spetta, altresì, alle comunità montane esercizio di ogni altra funzione ad esse conferita dai comuni, dalla provincia e dalla Regione.
2. Spettano alle comunità montane le funzioni attribuite dalla legge e gli interventi speciali per la montagna stabiliti dalla Unione europea o dalle leggi statali e regionali.
3.Le comunità montane adottano piani pluriennali di opere ed interventi e individuano gli strumenti idonei a perseguire gli obiettivi dello sviluppo socio-conomico, ivi compresi quelli previsti dalla Unione europea, dallo Stato e dalla Regione, che possono concorrere alla realizzazione dei programmi annuali operativi di esecuzione del piano.
4. Le comunità montane, attraverso le indicazioni urbanistiche del piano pluriennale di sviluppo, concorrono alla formazione del piano territoriale di coordinamento.
5. Il piano pluriennale di sviluppo socio-economico ed i suoi aggiornamenti sono adottati dalle comunità montane ed approvati dalla provincia secondo le procedure previste dalla legge regionale.
6. Gli interventi finanziari disposti dalle comunità montane e da altri soggetti pubblici a favore della montagna sono destinati esclusivamente ai territori classificati montani.
7. Alle comunità montane si applicano le disposizioni dell'articolo 32, comma 5.




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